LA PIAZZA

La piazza di Santa Maria Assunta, per gli ortani solo "Piazza Santa Maria" oggi piazza della Libertà è la più grande della Città.

Secondo l'articolo 49 del libro III degli statuti della Città di Orte, per piazza doveva intendersi lo spazio compreso entro le catene, poste tutte attorno, sulle strade che sfociano in essa.

Le catene sono già al loro posto nel 1401, giacché uno strumento notarile fu rogato per conto del comune, "vicino le catene e la bottega di ser Nereo"; la loro funzione era esclusivamente di carattere giuridico, in quanto un delitto o reato, compiuto nella piazza, era punito con il doppio della pena.


Le catene sono numerate:
    1) Via Gramsci - manca numero e catena,

    2) Via Giulio Roscio - numero su pietra sulla muratura della catena,

    3) Via Don Minzoni - manca numero e catena,

    4) Via Principe Umberto - manca la catena,

    5) Via Gioberti - numero su angolo opposto alla catena,

    6) Via Giacomo Matteotti - numero nel lato opposto alla catena,

    7) Via Mazzini - manca il numero. (forse stava sul palazzo della banca)

A sinistra della piazza cominciavano i portici popolati di botteghe, sorretti da colonne robuste ed eleganti, sormontate da rozzi capitelli romanici, derivati certamente da colonne più antiche. I portici sporgevano sulla piazza rispetto al palazzo sovrastante che si levava almeno 4 metri addietro, come può facilmente riconoscersi osservando il taglio del palazzo sulla parete di sinistra di Via Mazzini. Essi si prolungavano lungo la Via Gramsci fino a via Belvedere, per riprendere poi dietro la Cattedrale sulla parete di destra fino a via Venezia.

Al centro della piazza stava il portichetto e la scalinata e nel fianco sinistro della Cattedrale il campanile a cuspide.

Per entrare in piazza, provenendo dalle due vie che affiancavano la chiesa, bisognava scendere alcune scale. Se ne ha notizia da un documento del 1461, citato dal Leoncini, il quale conferma che, quando nel 1493 fu "mattonata" la strada della Calzoleria, oggi Via Giulio Roscio, furono eletti sette nomi, "uno per contrada ", per rifare le scale.

Sulla destra non c'era ancora il palazzo dell'Orologio, e lo spazio fino alla Fontana Grande era occupato dalla chiesa e dal campanile di San Giovanni in Fonte. Non c'erano ancora né il palazzo Scarelli nè il palazzo Alberti in Via Gioberti: il Comune quindi sorgeva isolato di fronte alla Cattedrale.

Sulla sinistra, la piazza veniva a slargarsi verso la piazzetta del Mercatello, (oggi Piazza delle Erbe), giacché il palazzo Sordolini, (oggi palazzo Primavera e Magnaterra), fu costruito, come risulta dalla data dell'arco interno d'ingresso, nel 1517.

Sulla piazza oltre alla Cattedrale era la chiesa di San Giovanni in Fonte, l'antico Battistero degli ortani, ricca di memorie storiche e artistiche, collocata fra il palazzo Vescovile, palazzo dell'Orologio e Fontana Grande.

Costruita isolata secondo le norme più antiche, accanto alla Cattedrale, era di stile romanico e il Leoncini non a definirlo l'edificio più antico della Città, al suo tempo.

Era una chiesa ad una sola navata, che conservava i due monumenti più sacri e venerati delIa Città, il Fonte Battesimale, collocato poi nella Cattedrale, e la Cattedra originaria Episcopale. Aveva, a fianco, un campanile a forma di torre con le sue finestre, un portichetto chiamato dal popolo "il tettarello", che serviva anche da torretta di difesa, e, su uno spigolo, una antica testa di leone in marmo, ora collocata all'angolo della Piazza, sopra la Cassa di Risparmio.