PALAZZO COMUNALE

Il Palazzo Comunale, si affaccia sulla Piazza di Santa Maria, nel luogo cioè che costituiva il cuore della Città, in cui sfociavano, provenienti dalle sette contrade, le sette strade, quasi a simboleggiare la concorde partecipazione di tutti i cittadini alla vita comune, e dove il centro della vita religiosa si incontrava con il centro della vita civile quasi a significare che la Città prospera solo se rispetta il duplice impegno, verso il Dio e verso il popolo.

Gli atti notarili, come quello del 7 dicembre 1500, nell'indicarne i confini, confermano che il palazzo si affacciava sulla piazza completamente isolato. Chi, dalla piazza, l'osservi con attenzione può facilmente riconoscere l'originaria porta d'ingresso.

La scalinata esterna (Profferlo) mediante la quale si accedeva ad esso, fu demolita nel 1846 quando dai Colonna di Amelia fu acquistato per 60.000 lire l'edificio che nei primi anni del '700 i Nuzzi avevano costruito addosso al Palazzo Comunale. Quando il Comune lo acquistò. a sua volta dal Colonna, l'ingresso al Comune fu allora spostato dalla parte di Palazzo Nuzzi, dove gli uffici trovavano più ampia e conveniente sistemazione, e perché dal vecchio palazzo, privato dell'elegante profferlo, ci si potesse affacciare egualmente sulla Piazza, fu recinto di quell'orribile loggia che ne deturpa le slanciate linee architettoniche.

Sull'antica facciata si possono ammirare tre stemmi: sopra la vecchia porta d'ingresso lo stemma del Comune, formato dal ponte a cinque arcate sormontato dalle Chiavi Pontificie, privilegio concesso come premio per la fedeltà sempre dimostrata dalla Città di Orte alla Santa Chiesa Romana; sullo spigolo del palazzo lo stemma di Papa Clemente VII (1523 - 1534) di Casa Medici, che venne ad Orte nel 1528, e sulla parete di sinistra lo stemma di Paolo III (1534 - 1549) di Casa Farnese, che fu anch'egli in Orte nel 1535 e vi alloggiò due giorni.

Secondo l'articolo 49 del libro III degli statuti della Città di Orte, per piazza doveva intendersi lo spazio compreso entro le catene, poste tutte attorno, sulle strade che sfociano in essa.

Le catene sono già al loro posto nel 1401, giacché uno strumento notarile fu rogato per conto del comune, "vicino le catene e la bottega di ser Nereo"; la loro funzione era esclusivamente di carattere giuridico, in quanto un delitto o reato, compiuto nella piazza, era punito con il doppio della pena.

A sinistra della piazza cominciavano i portici popolati di botteghe, sorretti da colonne robuste ed eleganti, sormontate da rozzi capitelli romanici, derivati certamente da colonne più antiche. I portici sporgevano sulla piazza rispetto al palazzo sovrastante che si levava almeno 4 metri addietro, come può facilmente riconoscersi osservando il taglio del palazzo sulla parete di sinistra di via Mazzini. Essi si prolungavano lungo la Via Gramsci fino a via Belvedere, per riprendere poi dietro la Cattedrale sulla parete di destra fino a via Venezia.

Al centro della piazza stava il portichetto e la scalinata e nel fianco sinistro della Cattedrale il campanile a cuspide.

Per entrare in piazza, provenendo dalle due vie che affiancavano la chiesa, bisognava scendere alcune scale. Se ne ha notizia da un documento del 1461, citato dal Leoncini, il quale conferma che, quando nel 1493 fu "mattonata" la strada della Calzoleria, oggi Via Giulio Roscio, furono eletti sette nomi, "uno per contrada ", per rifare le scale.

Sulla destra non c'era ancora il palazzo dell'Orologio, e lo spazio fino alla Fontana Grande era occupato dalla chiesa e dal campanile di San Giovanni in Fonte. Non c'erano ancora né il palazzo Scarelli nè il pa1azzo Alberti in Via Gioberti: il Comune quindi sorgeva isolato di fronte alla Cattedrale.

Sulla sinistra, la piazza veniva a slargarsi verso la piazzetta del Mercatello, (oggi Piazza delle Erbe), giacché il palazzo Sordolini, (oggi palazzo Primavera e Magnaterra), fu costruito, come risulta dalla data dell'arco interno d'ingresso, nel 1517.

Sulla piazza oltre alla Cattedrale era la chiesa di San Giovanni in Fonte, l'antico Battistero degli ortani, ricca di memorie storiche e artistiche, collocata fra il palazzo Vescovile, palazzo dell'Orologio e Fontana Grande. Costruita isolata secondo le norme più antiche, accanto alla Cattedrale, era di stile romanico e il Leoncini non a definirlo l'edificio più antico della Città, al suo tempo.

Era una chiesa ad una sola navata, che conservava i due monumenti più sacri e venerati delIa Città, il Fonte Battesimale, collocato poi nella Cattedrale, e la Cattedra originaria Episcopale. Aveva, a fianco, un campanile a forma di torre con le sue finestre, un portichetto chiamato dal popolo "il tettarello", che serviva anche da torretta di difesa, e, su uno spigolo, una antica testa di leone in marmo, ora collocata all'angolo della Piazza, sopra la Cassa di Risparmio.