LA BASILICA

Anche l’antica Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, era il monumento più grandioso della Città, fatta dice il Leoncini, alla forma di San Pietro in Roma, modellata cioè sull’antica Basilica Costantiniana. Aveva l’altare maggiore ricoperto di una tribuna retta da 4 colonne tutte indorate, con la volta tutta fatta "alla mosaica" in cui il sacerdote diceva la messa ‘stando voltato verso il popolo, potendo riguardare verso oriente; essa conclude lo storico ortano, poteva dirsi eretta nell’ombelico della Città ".


Vi si accedeva per una scalinata che partiva dalla Piazza, saliva al quadriportico, infine, al portale d’ingresso. La parte centrale della facciata era ornata ai lati da due colonne di marino fnissimo, e in alto, al tempo del Leoncini, era stata posta la figura "bellissima e pietosissima" della Vergine Maria con il Suo Figlio in braccio. Quando la vecchia Cattedrale fu demolita per lasciare il posto alla nuova, l’immagine della Vergine, dipinta su marmo, fu collocata sul muro esterno del Palazzo Vescovile a Piazza Federico Fratini, dove ancora oggi si trova.

Questa Cattedrale fu testimone della vita religiosa e civile dei nostri padri, nei secoli più antichi, rimase in vita fino al 1700.

Era un gioiello architettonico ricco all’interno di stupende statuine in marmo di Gesù Risorto, di San Giovanni Battista, di San Lorenzo Martire, dei Santi Pietro e Paolo ora conservate nel Museo Diocesano. Purtroppo però, le ormai accresciute esigenze della Città, le crepe causate da tempo, la parte di fondo della navata centrale rimasta scoperta, richiedevano restauri costosi che importavano ingenti spese, ma non risolvevano definitivamente il problema.

Dopo lunghe e sofferte discussioni, dopo aver perfino tentato di restaurarla, i nostri padri dovettero prendere, anche se a malincuore, la decisione di costruirne una nuova.

L’architetto Carlo Bizzacchero fu incaricato di presentare un progetto; il disegno, di forma diversa dall’antica e in buona architettura moderna, e il preventivo furono discussi dal Capitolo nella seduta del 18 febbraio 1713.

La spesa si aggirava intorno ai 60.000 scudi, a cui si fece fronte con i proventi del Monte della Comunità, con i redditi delle diverse confraternite e con offerte dei cittadini.

La direzione dei lavori fu affidata al Padre Gregorio Castracchini, un gesuita architetto, che aveva dato nuove proporzioni al progetto del Bizzacchero.

La nuova Cattedrale ampia, organica, solenne, dalla cupola solenne slanciata con lanternino, impostata direttamente sulle quattro arcate, retta da quattro pilastri, a tre navate ornate di stucchi, che fanno da cornice a riquadri e rettangoli destinati alle pitture, dalla facciata ancora rozza e incompleta, fatta a mattoni di terracotta, fu. aperta al culto e consacrata dal vescovo Giovanni Francesco Tenderini il 9 novembre 1721, sotto il pontificato di Innocenzo XIII. Il coro in  noce con venti scanni, di semplice fattura fu eseguito nel 1721, su disegno di Padre Girolamo da Mestretta, cappuccino a cui sono dovuti anche i disegni dei coretti e delle mostre degli organi.

Nel fondo del coro, il quadro dell’Assunta e dei Santi chiuso in bella cornice di stucco, fu dipinto nel 1751 dal pittore Giuseppe Bottani. La balaustra in marmo, che recinge l’abside dell’altare maggiore, isolato nel mezzo, fu dono del cardinale Ferdinando Nuzzi, di nobile famiglia ortana.

La facciata, come si presenta oggi, eseguita su progetto dell’ingegnere Oreste, capo del Genio Civile di Roma, fu iniziata nel 1898 e inaugurata il primo settembre 1901.