CHIESA DI SAN DICIO E ABITAZIONE DI GIULIO ROSCIO

Da una nota del Leoncini possiamo stabilire con sicurezza che in Orte egli abitava nella casa che oggi è in Via Principe Umberto al n° 67, posta allora di fronte alla scomparsa Chiesa di San Dicio, nella Piazzetta di Montecavallo.

Nell'interno della casa, a lui pervenuta per via di eredità della madre, il Leoncini ricorda un "camino antiquo" oggi scomparso, con le soglie di "marmore ortano",ornato di uno stemma con mitra, circondato da due chiavi e da un giglio. "Di chi detta arme et insigna fosse non ho potuto trovare"

A.C.V. LEONCINI, op, cit, Vol. II p, 239 "In faccia di detta piazzetta di San Dicio vi è casa di Messer Iulio Roscio che già da tempo di dietro era di casa… che per dote venne in casa Rosci" A pag. 304 dello stesso volume il Leoncini dice che la casa di Giulio Roscio "è posta alla piccola piazzetta di San Dicio"

L'espressione rispetto alla prima è piuttosto imprecisa.

Se "posta alla" s'intende "posta nella" allora bisognerebbe identificare la casa con la parte estrema dell'ala sinistra del Palazzo Alberti.

Conoscendo lo stile del Leoncini, noi riteniamo che l'espressione "posta alla"… sia da intendere nel senso latino di "ad" o "apud" cioè "nei Pressi" o meglio ancora "che si affaccia" sulla piccola piazza di San Dicio.

Trascrizione da "Epigrammi in lode a Sisto V"
a cura di Don Delfo Gioacchini