LA CHIESA DI SAN PIETRO



La prima chiesa di S. Pietro si trovava alla rocca, come ci dice il Leoncini "non era antiquamente ove è hoggi, ma era nella contrada Capo Castello", che appunto per questo si chiamava Rocca di San Pietro. Quando nel 1431 la Rocca fu spianata, la chiesa fu trasferita all'inizio della contrada "Olim li Porcini" che da allora, come attesta un documento notarile del 12 novembre 1462, prese il nome di contrada San Pietro. La chiesa fu fabbricata con il ricavato della vendita di un pezzo di terra di proprietà della chiesa stessa.

Nella seconda metà del '500 ebbe un primo restauro dal Leoncini, che ne era il Priore; nelle sue intenzioni il restauro doveva essere opera di pietà "per essere io fragile et di terra, tuttavia confidando nel patrocinio di San Pietro e Paolo miei padroni et protectori, spero di trovare perdono appresso Iddio benedetto dei miei difetti et salvar l'anima mia et delle pecorelle a me concesse".

L'altare era di marmo e forse era stato ricavato da una lastra di origine pagana: c'era, infatti, un'iscrizione dedicata alla casa Ulpia "a Vulcano e all'invitto Ercole".

Il Vescovo Perusco, non ritenendola conveniente per un altare cristiano, ordinò di cancellarla. Ma in questa operazione andò in pezzi, "sendo sottile", e fu murata nella casa parrocchiale della chiesa.

Il Leoncini si fa, però, vanto di aver salvato un'altra iscrizione della massima importanza, per stabilire l'antichità del Vescovado di Orte.

Essa si trovava nella chiesa di San Giovanni in Fonte, proprio al di sopra delle vasche della fontana di piazza.

Quando nel 1598 la chiesa venne demolita "per farvi costruire il palazzo della giustizia" (oggi palazzo dell'orologio) egli richiese al Vescovo Longo la lastra con l'iscrizione e la fece murare sulla parete interna di sinistra della facciata della chiesa di San Pietro.

Il Leoncini ha ragione di menarne vanto. Quella iscrizione, un documento inoppugnabile del sec. IV, ricorda il Vescovo Leone (il terzo della serie di vescovi riportata dall'Ughelli) che resse la chiesa di Orte 23 anni, otto mesi e alcuni giorni.

Oltre al nuovo altare, il Leoncini fece chiudere la "porticella" d'ingresso che stava sul fianco di destra, e la sostituì con la "Porta grande che ancora si vede di travertino et di legno" , e fece dipingere il quadro di San Pietro che è esposto nell'altare.

La chiesa aveva un grosso difetto: era bassa e schiacciata. Si rimediò a questo inconveniente nel sec. XVIII. In alto, sulla parete interna di destra, si può leggere una lapide collocata appunto sulla stessa linea da cui nel 1728 - 1732 il parroco Bonifazio De Bonifazii, a sue spese, prese ad innalzare l'edificio e ristrutturarlo in forma leggermente barocca, come si presenta oggi.

Dei restauri del Leoncini rimase soltanto la porta d'ingresso.

Nel pavimento della chiesa tre lapidi ricordano la sepoltura di altrettanti parroci vissuti nel XVIII° secolo. La prima ricorda Antonio Raganoni, morto nel 1780, al centro un bassorilievo riproduce la figura di Pietro De Castro di Orte, morto nel 1712, mentre la terza si riferisce a Bernardino Bonifaci morto nel 1799.




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D. O. M.
HIC IACET ANTO US RAGANONI
HUIUS. ECCLESIAE S.PETRI
PRIOR ET PAROCHUS
MISSIONARIUS APOSTOLICUS
DOCTRINA PIETATE IN PAUPERE
ALTO ANIMARUM ZELO INSIGNI
ANNO ADEPTAE PAROCHIAE
NON DUM ELAPSO
IMATURE OBIJT DIE VIII XMBIS
MDCCLXXX
AETATIS SUAE ANNORUM XLV
1° riga - tra Anto e us c'è una legatura
2° riga la S. è piu' bassa
8° riga tra non e dum c'è una legatura




Px PETRUS * DE CASTRO ORTINUS
PRIOR * SEPT SIBI ELEGIT°
VIXIT ANNOS * 75 OBIIT
ANNO DNI 1712 M. XBRS


Px PIETRO DE CASTRO ORTANO
PRIORE HA SCELTO
PER SE' QUESTA SEPOLTURA
VISSE ANNI 75 MORI'
ANNO DEL SIGNORE 1712 NEL MESE DI DICEMBRE



1° riga la X dopo la P è piu' piccola
2° riga la T di sept è piu' alta
3° riga dopo ! c'è una sS rovesciata





A Px ç
HEIC. IN PACE QUIESCIT
IGNATIUS AUGUSTINI E RALLIUS
SACERDOS
PIETATE. IN. DEUM. CARITATE. IN. EGENTES
PRAESTITIT
DECESS. SUB. EXITUM. AN. MDCCCLXXX. AETAT. LXI
APUD. PATRUM. APPOSIT. SUNT
AUGUSTINIS. AN. NATUS. M. VII
OBIT. III. NON. NOV.AN. MDCCCXLIV
NUNTIATA. AN. N.VII. M.VII
OB. VII.ID. NOV. AN. MDCCCLXIII
PLACIDUS. ANTISTES. URBANUS
FRATRI. ET. FRATRIS. FILIIS
PHILIPPUS. ADVOC, FISCI. ET. SACR. CONSISTORII
CUM. HYACINTHA. DE. PETRO. OXORE
POSUIT
FILIIS. ET. FRATRI. CARISSIMIS




D. O. M.
BORARDINI BONIFACII
PRIORIS ET PARROCHI S. PETRI
CINERES
OBIIT ANNO 1789 DIE 12 OTTOBRIS
X
CENERI DI BERNARDINO BONIFACIO
PRIORE E PARROCO DI SAN PIETRO




D. O. M. BONIFATIUS DE BONIFATYS
HUIUS ECC LE D. PETRO DICATAE
PRIOR ET PAROCHUS
QUOD IPSARIAM VETUSTA ELABENTE
AMPLIOREM DIGNOREMQUE
SUA IMPENSA SURGERE CURAVERIT
NE SUAE PIETATIS MEMORIA
APUD POSTEROS DEPERDERETUR
MONUMENTU HOC FIERI VOLUIT
ANNO DOMINI MDCCXXXI
2^ riga tra “ecc e le” vi è una legatura
4^ riga ipsiam tra la s e la sopra vi è un trattino
8^ riga “monumentu” sopra l’ultima u vi è un trattino




HIC REQUES
CIT IN PACE LE
O EPC QUI SED
IT ANNOS XXIII
MENSE V DIE
QUI RIPOSA
IN PACE LEONE
VESCOVO CHE GOVERNO (LA CHIESA ORTANA)
ANNI 23
MESI 5 GIORNI...
Questa lapide si trovava nella chiesa di San Giovanni in Fonte, sopra le vasche della fontana di piazza, demolita nel 1598. Il Leoncini la fece murare in questa chiesa, essa è della massima importanza, per stabilire l’antichità del Vescovado di Orte. Documento inoppugnabile del sec. IV, ricorda il Vescovo Leone (il terzo della serie di vescovi riportata dall’Ughelli) che resse la chiesa di Orte 23 anni, otto mesi e alcuni giorni…..