CHIESA DI SAN SILVESTRO

La chiesa di San Silvestro, oggi trasformata in Museo Diocesano d'Arte Sacra è l'edificio più antico e venerando della Città.

Infatti, una iscrizione incisa sulla targa di piombo che ricopriva le reliquie dell'altare maggiore della chiesa, riportata dal Leoncini, portava la data e 1141 e ricordava lo stesso il cui nome è inciso a rilievo nella campana originaria del campanile (museo), anch'essa risalente con ogni probabilità al secolo XII.

Le strutture dell'edificio furono snaturate da orribili manomissioni nel secolo XVII: uno spesso strato di calce aveva ricoperto la facciata e le fiancate, cancellando così i piastrini gli archetti pensili e le armoniose decorazioni a cotto. Perfino il campanile era sparito, soffocato dalle costruzioni addossate sulla parete di sinistra della chiesa.

Nel primo decennio del '600 fa demolita la parte più caratteristica della chiesa, cioè il portichetto (osservare le due tracce inclinate nella facciata su cui poggiavano i travetti), sotto il quale gli inviati del papa venivano a raccogliere le decime dovute alla Santa Sede; la facciata fu ricoperta di calce, fu chiuso il mezzo rosone e fu aperta in alto una orribile finestra rettangolare. L'unica cosa buona che venne fuori da tutta questa opera di rinnovamento fu la piazzetta antistante, ricavata dallo spazio lasciato libero dal portichetto. Nel 1614, tra il suono delle campane e gli evviva del popolo, m mezzo alla piazza lastricata, fu innalzata, sopra un basamento, disegnato dall'architetto Lelio Marini, una delle colonne della chiesa Cattedrale, sormontata da una croce: la piazza d'allora divenne Piazza Colonna.

Il monumento fu poi del tutto rifatto nel 1717, a spese del cardinale ortano Ferdinando Nuzzi, con un nuovo, basamento e una colonna più maestosa e ornata di capitello, proveniente dalla demolita Cattedrale romanica.

La fiancata sinistra della chiesa è costituita da due grosse arcate, a sesto leggermente acuto, non rispondente quindi allo stile romanico, ma di data più recente. Sulla presenza di questi archi sono state avanzate diverse ipotesi. Una prima sostiene che l'edificio fu costruito in origine non per essere una chiesa, ma una sede di loggia commerciale o confraternita di artigiani. In questo caso, gli archetti pensili, sul lato della porta, sarebbero stati aggiunti dopo, quando i due archi furono chiusi per trasformare la loggia in chiesa. Una seconda ipotesi sostiene invece che l'edificio, costruito per essere destinato a chiesa, venne dapprima adibito a loggia e poi riportato alla sua funzione originaria: in questo caso gli archi e gli archetti superiori sarebbero contemporanei. In base a una terza ipotesi, infine, l'edificio fu sempre destinato a chiesa, ma gli archi della parete di sinistra dovettero essere eseguiti in un secondo tempo come soluzione di struttura muraria portante: da qui la loro forma a sesto acuto.


Appunti di Don Delfo Gioacchini