CHIESA DI SANT'AGOSTINO E DI SANTA CROCE

La chiesa di Sant'Agostino, presenta all'interno una forma piuttosto irregolare. Così come oggi si presenta è il risultato della fusione di tre edifici, la Chiesa di Santa Croce, l'Oratorio di Sant'Egidio e la chiesa di Sant'Agostino.

Quest'ultima, costruita ai primi del '300, in stile romanico e con porticato esterno, fu restaurata nella metà del '500.

Tra la chiesa di Santa Croce, accanto alla quale éra stato eretto l'oratorio di Sant'Egidio, e l'ex palazzo della. Comunità, i frati Agostiniani costruirono la nuova chiesa di Sant'Agostino e innalzarono la Torretta d'ingresso, trasformandola in campanile. La chiesa era già in funzione nel 1335 come attesta un atto notarile. Ne risultò così un complesso piuttosto strano, composto di tre ordini di edifici diversi e irregolari: la chiesa di Santa Croce, chiamata ufficialmente chiesa del Crocifisso, la Cappella di Sant'Egidio, il cui culto era affidato alla medesima compagnia, leggermente più alta e più stretta e infine la chiesa di Sant'Agostino, addossata da una parte al muro esterno dell'oratorio di Sant'Egidio e dall'altra al Palazzo della Comunità, diventato oramai convento. L'abbattimento del muro che separava le due chiese dovette avvenire per maggiore comodità dei frati che divennero anche cappellani dell'Ospedale di Santa Croce, collocato al di là della sagrestia di questa chiesa.

Della chiesa di Sant'Agostino sono notevoli: l'altare del Rosario, la cui pala in legno, con l'immagine della Madonna del Rosario circondata da 15 pannelli rotanti con la rappresentazione dei 15 Misteri, è opera di Giorgio da Orte. Una lapide accanto documenta che quell'altare era stato eretto nel 1571, l'anno stesso, cioè, della Battaglia di Lepanto, che diede l'avvio alla diffusione del culto della Madonna del Rosario.

Particolare importanza, dal punto di vista artistico e religioso, è il Crocifisso collocato a fianco, capolavoro di scultura in legno di fine '400.

Della Cappella di Sant'Egidio è notevole la struttura architettonica dell'altare. Opera dell'architetto ortano Francesco Veramici nell'anno 1731.

Nella Sacrestia di Santa Croce sono conservate le splendide suppellettili utilizzate per la processione del Venerdì santo (la più antica d'Italia).

Nella Sacrestia fin dal '300 vi era l'ospedale dei disciplinati.

Attualmente vi sono concentrate le suppellettili di maggior pregio delle sette Confraternite.

Appunti di Don Delfo Gioacchini