CHIESA DI SANTA MARIA DI LORETO

Nel 1616 le sorelle Roberteschi, ultime superstiti di quella antica e gloriosa famiglia, non avendo più eredi maschili, stabilirono per testamento che con i loro beni venisse fondato un nuovo monastero, intitolato a Santa Maria di Loreto.

L'anno appresso il Vescovo Fabrani trasferì l'ospedale dei Raccomandati e lo riunì in un solo organismo, accanto a quello di Santa Croce in contrada Olivola.

Il 13 settembre 1622 il papa Urbano VIII dava ordine, con un breve, di procedere all'erezione del monastero.

Il 25 febbraio 1628 fu indetta l'asta per l'appalto dei lavori che fu assegnato al mastro muratore Bartolomeo Casini. Due mesi dopo fu posta la prima pietra della Chiesa, che sarebbe poi diventata l'attuale chiesa dell'Ospedale .

I lavori durarono tredici anni e nel 1641, chiesa e monastero, intitolati ambedue a Santa Maria di Loreto, erano completati. Il Vescovo Gozzadini prese contatto con le agostiniane di Viterbo, mentre una commissione economica, della quale facevano parte Mario Villani, Erminio Paglia e Giovan Rinaldo Deci, il figlio del poeta, valutò in 250 danari all'anno le spese necessarie per il mantenimento di ciascuna monaca, e su questa base fu fissata l'entità della loro dote.

Il nove marzo 1642, tredici fanciulle (la più grande delle quali, Maria Capitani, aveva 31 anni, e la più giovane, Maria Orlandi, 17) sfilarono processionalmente per le vie della città e varcarono la soglia della nuova casa.

Il Monastero di Santa Maria di Loreto rimase in vita 174 anni, fino al tempo di Napoleone.

Negli ampi, spaziosi e ormai vuoti locali del Monastero di Santa Maria di Loreto, il Vescovo De Dominicis trasferì immediatamente l'Ospedale di Santa Croce e dei Raccomandati, che li occupa ancora ai nostri giorni con il nome di Ospedali Uniti.