La Contrada San Biagio

La contrada San Biagio presenta le caratteristiche del quartiere medievale con le sue stradine strette ed in pendio, le case ricoperte quasi ovunque di una patina di antichitÓ e sostenute da archi ed archetti.

L'antichitÓ della chiesa di San Biagio Ŕ attestata dall'iscrizione ancora ben leggibile della campana maggiore, firmata da Lotterio Pisano e datata nel 1253. nel 1352 la chiesa e le case circostanti vennero affidate in commenda all'ordine ospedaliero di Santo Spirito in Saxia che vi impiant˛ una precettoria per addestrare i giovani alle funzioni ospedaliere; nel 1613 l'ospedale chiuse la precettoria ed affid˛ la chiesa con i suoi beni alla Congregazione dell'Annunziata con la condizione di porre sulla porta d'ingresso la doppia croce di Lorena.

Nel 1754 a seguito di un terribile incendio la chiesa romanica fu quasi completamente distrutta e ricostruita nelle attuali forme classicheggianti.


Appartiene alla contrada San Biagio la chiesa di San Silvestro oggi sede del Museo Diocesano, risale al 1141 al tempo di Innocenzo 11. Le strutture originarie snaturate nel secolo XVI, sono state riportate attualmente all'antico splendore, fatta eccezione per il porticato, dell'arco del quale Ŕ stata ricavata la piazzetta antistante, con la colonna tratta dall'antica cattedrale romanica, fattavi innalzare nel 1718, a spese del Cardinale Nuzzi.

Appartenevano alla contrada alcune famiglie facoltose che hanno lasciato importanti palazzi: i Nerei-Roberti in piazza Santa Maria sopra gli antichi portici, i Sordolini, il cui palazzo - 1517 - si affaccia ad angolo sulla piazza , gli Sparta in piazza d'Erbe, i Cardarelli, mercanti di lana, in piazza Colonna nella cui casa il 29 giugno 1476 fu ospitato il Papa Sisto IV.

I colori araldici della contrada sono il verde e il ciclamino, lo stemma e quello dei Sordolini.



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