La Contrada San Sebastiano

La contrada San Sebastiano traeva il suo nome dalla piccola chiesa al centro della piazza Belvedere, detta anche Poggio, ora trasformata in abitazione, costruita nel 1362.

Sulla piazza si affacciava il monastero femminile di San Giorgio, le monache vi si trasferirono nel 1233 dopo una breve permanenza nel Borgo di San Giacomo e, prima ancora, nel castello di San Liberato, che aveva acquistato dall'abate Bono di Castel Sant'Elia nel 1226. il monastero, che ebbe un gran peso nelle vicende sociali, economiche e spirituali della nostra città, fu soppresso nel 1518 e i suoi beni furono assegnati ai frati. Il vasto caseggiato che si affacciava sul poggio, ormai disabitato, fu lottizzato e venduto a privati.

Le restrizioni messe in vigore nel 1240 per non turbare la vita delle monache, vennero abolite; fu così aperta la porta che chiudeva l'accesso alla piazza, e con un muraglione di cinta innalzato sull'orto pensile, sopra la rupe, fu formata la via che mette in comunicazione piazza Pietralata con la piazza di San Sebastiano.

A fianco della chiesa di San Sebastiano abitava messer Evangelista di Pietro laco Franceschini che nel 1407 essendo passato dalla porta dei fuoriusciti, fu bollato come traditore ed espulso dalla città. La sua casa, con portico e colonne, oggi riportata all'antico splendore, fu chiamata da allora la casa di Giuda.

A seguito di un lascito della sorelle Roberteschi, che morirono senza eredi, dal 1628 al 1641 furono costruiti poco oltre la piazza, la chiesa e il monastero di Santa Maria di Loreto. Subito dopo l'occupazione napoleonica vi fu trasferito l'ospedale di Santa Croce il quale con la successiva concentrazione degli ospedali cittadini formò gli attuali Ospedali Uniti di Orte.

Oggi chiusi per uno scellerato provvedimento.

Da ricordare inoltre all'inizio di via Gramsci, il palazzo di Santa Maria, che serviva all'origine da alloggio per i canonici, dal 1322 è attestato come residenza del Podestà e poi dei Priori.

I colori araldici sono il bianco e nero, lo stemma è quello dei Caccia.