La Contrada Sant'Angelo

Prendeva nome dall'antichissima chiesa di Sant'Angelo, già attestata nel secolo XII.

Da quando però i frati francescani vi si trasferirono da San Teodoro alla Bastia - 1258 - ed ivi esposero la tavola di San Francesco - 1284 -oggi nel Museo Diocesano, la chiesa cominciò ad essere indicata con il nome di San Francesco, mentre la contrada continuò a conservare il nome di origine.

Era un ampio locale sotterraneo con volte a crociera e arcate di tufo levigato, di straordinaria finezza, cui si scendeva da una porta con leggeri cenni gotici che dava sulla via ora chiusa, a fianco delle mura di destra. Nel secolo XVII fu costruita su di essa l'attuale chiesa di San Francesco.

Due importanti famiglie hanno lasciato nella contrada e nella storia della città orma non cancellabili. La famiglia Manni, il cui nome ricorre spesso negli atti notarili e nei verbali dei consigli comunali. Il loro palazzo si affaccia maestoso sulla piazza di San Francesco. Nell'attuale giardino era la chiesa di San Marciano, a tre navate di cui è rimasto appena il muro di cinta con alcuni resti di antiche colonne.

La famiglia Alberti, proveniente da Firenze, la stessa di Leon Battista, per esercitare un grande commercio di lane e stoffe.

Nella prima metà del '600, periodo del loro massimo splendore, i diversi rami della famiglia costruirono in Orte vari palazzi. Quello in contrada Sant'Angelo si distingue per il maestoso portale e per la stupenda scala a chiocciola attribuita al Vignola.

Lo stemma della contrada e della famiglia Alberti. I colori araldici sono il nero ed il giallo.