MUSEO DIOCESANO

Sede Ex Chiesa di San Silvestro, Piazza Colonna
Ente gestore Curia Vescovile di Orte
Tipologia Storico-rtistico


La raccolta delle opere che costituiscono il museo di Orte venne iniziata a partire dal 1951, anche se in precedenza parte degli oggetti erano già custoditi presso la Cattedrale e l'Episcopio; il museo venne però ufficialmente inaugurato nella ex chiesa di San Silvestro solo nel 1966, a cura della Soprintendenza alle Gallerie del Lazio.

La chiesa, di origine romanica, alterata da interventi successivi attuati nel corso dei secoli, è stata ricondotta allo stato originario da restauri effettuati dalla Soprintendenza ai Monumenti del Lazio, al fine di destinarla a sede museale, utilizzando particolari accorgimenti atti ad eliminare la presenza di umidità.

I materiali esposti (dipinti, sculture, oreficerie) provengono per la maggior parte da chiese locali scomparse o la tutt'ora esistenti ma che non garantiscono più alle opere te un'adeguata sicurezza. La raccolta comprende dipinti su tavola (per la maggior parte ascrivibili al XV secolo) e su tela, sculture in marmo, oreficerie, arredi liturgici (secc. XIV-XVIII), una campana del XII secolo.

I dipinti rivestono una particolare importanza dal punto di vista artistico e storico; vi si trovano infatti: il frammento di mosaico con "Madonna" proveniente dalla decorazione dell'Oratorio di Giovanni VII (705-707) nella

Basilica Vaticana; una tempera su tavola raffigurante "San Francesco", della metà del XIII secolo, a fondo oro; la 'Madonna orante' di Taddeo di Bartolo, firmata e datata 1420, dì rara iconografia; due sportelli lignei dipinti con 'Storie di Sant'Egidio' del secolo XV; una 'Madonna col Bambino' del Pastura; la 'Madonna dei Raccomandati attribuita a Giovan Francesco d'Avanzarano; una 'Madonna e Santi' di Francesco da Castello, firmata e datata 1595. Tra le sculture vanno ricordate le statue marmoree dei Santi Lorenzo, Giovanni, Pietro e Paolo, riferibili ad una bottega romana che aveva come modelli Isaia da Pisa e Andrea Bregno.

Tra le oreficerie ricordiamo la Croce reliquiario di Vannuccio di Viva da Siena, firmata e datata 1352, decorata a cesello e con smalti translucidi, Unico oggetto di destinazione non religiosa, pur provenendo dal Duomo di Gallese, è un cofanetto nuziale di legno dorato con decorazioni a pastiglia di fattura veneta dell'inizio del XVI secolo,

Le opere sono disposte lungo le pareti nel vasto ambiente della chiesa: alcuni dipinti sono collocati su cavalletti, le oreficerie raccolte in alcune vetrine.

Dal 1981 sono state collocate nel museo alcune vetrine con materiali archeologici, affidati in deposito al Comune, Si tratta di ceramiche d'impasto, argilla, buccheri, armi in bronzo e ferro provenienti da tombe dal VI al III secolo a,C., rinvenuti in località Le Piane.

Anche questo interessante museo è privo di un adeguato apparato didattico, se sì escludono le brevi didascalie, poste accanto alle singole opere. Nonostante gli accorgimenti adottati in fase di restauro, l'ambiente presenta tracce evidenti di umidità che potrebbero provocare danni alle opere (in particolar modo alle tavole), alcune delle quali infatti presentano sollevamenti e cadute della pellicola pittorica.



Bibliografia

L. MORTARI, Museo diocesano di Orte, Viterbo 1967 (con bibliografia precedente).
E. AMADEI, Campane di Roma, in Capitolium, XLII, 1967, 2, pp. 289-296.
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D. GIOACCHINI, La riforma post-tridentina nella Diocesi di Orte, Orte 1970.
J. RASPI SERRA, La Tuscia Romana, Roma 1972.
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Pergamene Medievali e Rinascimentali Ortane, Orte 1979.
D. CARDINALE, Il Museo diocesano di Orte, tesi di laurea, Istituto di Storia dell'Arte, Facoltà di Magistero, Università di Roma, a. a. 1978-1979.
AA.VV., Il Quattrocento a Viterbo, catalogo della mostra, Roma 1983.


(Tratto da "Bollettino d'Arte" a cura del "Ministero dei beni Culturali e Ambientali" Stampato da "Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato" Supplemento al n° 30 1985 pag. 215-216)